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Prima della navigazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Alberto   
Martedì 06 Aprile 2010 18:08

Prima di mollare gli ormeggi ed iniziare a goderci la meritata navigazione, abbiamo qualche compito da svolgere; la prima cosa  su cui porre attenzione deve essere la sicurezza, con tutto quello che questa parola comprende.

Il primo step è un’attenta manutenzione delle parti sensibili dello scafo, sto parlando di:

prese a mare e scarichi, pompe di sentina, motore, consumo degli anodi/zinchi, serbatoi (soprattutto se amovibili) compreso tubi e pompe del carburante, eventuali ostruzioni in corrispondenza della presa a mare del motore (soprattutto se si ha un “s dirve” invece della classica linea d’asse), controllo dotazioni di sicurezza validità e corretto stivaggio (è da incoscienti tenere le dotazioni in qualche gavone irraggiungibile, meglio stivarle in pozzetto dentro un gavone facilmente accessibile, se ci serviranno le avremo immediatamente sotto mano piuttosto che cercarle in giro poiché in alcune occasioni il tempo a disposizione si restringe parecchio), pulizia dello scafo ed eventuale antivegetativa, controllo efficienza dell’apparato radio di bordo ed in generale, come il buon senso consiglia, un occhio attento alla nostra barchetta aiuta a scovare eventuali segnali di allarme (è una regola che funziona con qualsiasi cosa e perfino con gli esseri umani). Possono sembrare molte cose da controllare, ma vi assicuro che nei mesi invernali avrete tanto tempo in cui resterete fermi all’ormeggio senza poter uscire e quello sarà il momento migliore per dare un’occhiata alla propria amata, se poi siete pignoli potete alare la vostra barca (decisamente consigliato) nei mesi in cui la userete poco e procedere ai controlli di cui sopra con tutta calma.

Dopo i fondamentali controlli di routine, vediamo come approcciarci ad una navigazione prolungata. La prima cosa da verificare sono le condizioni metereologiche e fortunatamente con l’avvento di internet abbiamo a disposizione una scelta piuttosto ampia di siti che si occupano di meteorologia; io solitamente mi tengo aggiornato con www.ilmeteo.it  comodo e gratuito, anche se per i più esigenti ci sono siti aggiornatissimi con servizi a pagamento.

Ho messo al primo posto le condi-meteo per un semplice motivo:

controllando il meteo possiamo avere un’idea di massima su cosa ci aspetta durante la nostra permanenza in mare e quindi, in caso il sole non ci arrida, possiamo scegliere tranquillamente di rimandare la nostra partenza (fidiamoci di bollettini emessi non più tardi di 12 ore dalla nostra consultazione, oltre questo limite le previsioni iniziano a diventare meno attendibili; il meteomar invece attendibile non lo è praticamente mai). Portiamoci sempre un aggeggio che ci assicuri la connessione ad internet in modo da potersi tenere sempre aggiornati sui vari cambiamenti meteo. Lo step successivo è quello di dare un’occhiata alle carte nautiche e ai portolani (meglio se recenti), con l’avvento dei gps si tende a sminuire l’importanza del materiale “cartaceo”, ma mi hanno sempre insegnato che il gps può non funzionare mentre la carta se tenuta con cura “funziona” sempre. Ovviamente troviamo varie tipologie di carte nautiche catalogate a seconda della scala utilizzata e cioè a seconda dei dettagli che ci fanno apprezzare. Da manuale la nostra rotta andrebbe studiata con la seguente sequenza di carte:

-         carta generale: se non state progettando il periplo del globo, potete anche farne a meno;

-         carta di atterraggio: utili durante la navigazione detta “d’altura” ma non ancora così ricche di particolari da consentire l’avvicinamento sicuro alla costa; possono essere utili per studiare la nostra navigazione lontano dalla costa ma avvicinandoci alla terra ferma dobbiamo prendere una carta più dettagliata;

-         carta costiera:  questa tipologia di carta inizia ad avere molti più dettagli riguardanti la costa  ed è indispensabile per un avvicinamento alla terra ferma, infatti iniziamo ad apprezzare punti cospicui,batimetriche, segnalazioni marittime, relitti ecc.

-         carta dei litorali: dettagliatissima in quanto rappresenta non più tutta la costa ma un punto circoscritto come uno stretto, l’acceso ad un porto ecc.;

portolano: contiene informazioni specifiche di un determinato porto con segnalazioni su come procedere per l’entrata e anche  informazioni sui servizi offerti dalla struttura.

-         Indispensabile per procedere con tutta sicurezza verso l’ormeggio o semplicemente al molo del benzinaio.

Per la navigazione costiera, a mio parere, non è necessario tratteggiare miliardi di linee ed impazzire con le squadrette, ma è buono farsi un’idea di dove stiamo andando e di dove ci troviamo così da programmare nel migliore dei modi il nostro caro gps e fare esperienza per avventurarci in navigazioni più lunghe e appaganti.

Fatto ciò possiamo pensare alla cambusa. Particolare attenzione va data all’acqua dolce, calcolando il consumo medio di un uomo (circa 3 lt al giorno) aggiungiamo almeno 1 lt in più ed iniziamo a stivare acqua. Prediligiamo cibi leggeri e che ci permettano di integrare liquidi e Sali minerali; certo però non facciamoci mancare stuzzichini sfiziosi e del buon vino per un gustoso e raccolto aperitivo in pozzetto ammirando le  bellezze naturali della rada che ci ospita, l’assenza di smog, le stelle finalmente visibili nel loro splendore ed in estate, magia delle magie, apprezzeremo la completa assenza delle zanzare.

L’ultimo consiglio, ma non meno importante, durante la navigazione non fate a meno di un copricapo (una bandanna va benissimo e fa molto lupo di mare) una maglietta per evitare fastidiose scottature e occhiali da sole per ripararsi dal riverbero del sole, possono sembrare stupidaggini ma vi assicuro che fanno la differenza fra una piacevole navigata ed un inferno fantozziano.

Non vorrei avervi spaventato con questa lista di cose da fare sono tutti argomenti piuttosto semplici e quotidiani, l’importante è acquisire una “mentalità di sicurezza” e  vi assicuro che con  interesse e passione verrà tutto automatico e spontaneo e anzi spesso si auto genera l’esigenza di saperne sempre di più, così facendo s’incapperà sicuramente in qualche balordo “consiglio da banchina” ma chi non fa…mai sbaglia e a noi piace fare!

 

Buon vento.

 

Alberto

Ultimo aggiornamento Martedì 06 Aprile 2010 18:17
 

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